Notizie positive per chi ha in programma di fare, o rinnovare, la cameretta dei propri figli.
Da una proposta di Dicembre 2019 e che verrà definitivamente approvata a Febbraio 2020, la Giunta lombarda ha deciso d’investire 15 milioni totali di risorse su quello che dovrà essere il bonus cameretta per, si cita, “la creazione di un ambiente supportivo e creativo per il pieno sviluppo del potenziale di crescita”.
Ma in cosa consiste questo bonus cameretta? Quali requisiti si devono avere? Quanti vantaggi reali ha?

Il bonus cameretta a grandi linee

Se nel 2020 una famiglia avrà almeno un figlio di 4 anni, nel proprio nucleo familiare, sarà possibile richiedere questo bonus cameretta, il quale consisterà nel rimborso dell’80% totale delle spese sostenute nell’acquisto di mobilia per la cameretta. I prodotti su cui potrà essere utilizzato questo rimborso sono quindi letti, scrivanie, cassettiere, comodini, librerie… tutto ciò che solitamente compone, appunto, una cameretta.
Il calcolo del totale massimo rimborsabile sarà effettuato tenendo in conto l’ISEE familiare e la presenza, nel nucleo familiare, di donne in gravidanza, anziani ed altri modificatori simili. Il range di rimborso, comunque, andrà dai 200 ai 500 euro massimi e sarà erogato sotto forma di voucher.

Quali sono i requisiti per accedere al bonus cameretta?

Qui la parte molto dolente. I requisiti per accedere a questo bonus sono piuttosto stringenti, infatti oltre ad essere indirizzato a tutte quelle famiglie con ISEE entro i 40.000€ e con un figlio che deve compiere 4 anni nel 2020, c’è anche la clausola un po’ particolare di avere almeno uno dei genitori, o l’eventuale tutore legale, residente in Lombardia da almeno 5 anni. Una scelta che pare un controsenso, in quanto moltissime famiglie in stato di bisogno potrebbero aver trasferito momentaneamente la residenza per lavoro e poi riportata nella Regione solo di recente, oppure altri nuclei familiari arrivati da qualche anno, non potranno beneficiare del vantaggio economico per ragioni poco chiare.

Come è stata accolta

Nonostante i dubbi dei sindacati riguardo dei requisiti un po’ troppo stringenti e apparentemente poco sensati, le associazioni di settore hanno ben ricevuto la spinta della Regione.
In una nota congiunta, FederlegnoArredo e Federmobili dichiarano: “Non possiamo che apprezzare e condividere l’inserimento nella ‘dote infanzia’ di Regione Lombardia di un bonus per l’acquisto dei mobili delle camerette dei bambini. Ci auguriamo che l’esempio lombardo sia quanto prima seguito anche da altre regioni”.
Un esempio da seguire, quindi, che potrebbe dare nuovo slancio al settore dell’arredamento e far valere l’esperienza delle imprese di mobilificio, potendo offrire nuovi prodotti su un mercato più “lanciato”.

Un bonus estendibile

La “Dote Infanzia” è inoltre la seconda parte di un provvedimento dove è stato compreso anche il “Fattore Famiglia”, ulteriore bonus riguardante la scuola e le altre spese dell’infanzia, da calcolare però con parametri ancora più esclusivi e, avvisano i sindacati, discriminatori: uno dei genitori deve essere infatti residente in Lombardia da almeno 7 anni, un intervallo di tempo in grado di escludere una parte fin troppo larga di popolazione che invece potrebbe e dovrebbe beneficiare del contributo.
CGIL, CISL e UIL in una nota dichiarano che “Il contributo derivante da Dote infanzia – fanno osservare le organizzazioni sindacali – si colloca nell’ambito di un sistema di interventi di per sé già frammentato e non concorre alla definizione del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino all’inserimento nella scuola primaria”.
Una posizione quindi piuttosto contraria quella dei sindacati, i quali invitano la Regione a prendere in considerazione le proposte offerte durante gli incontri, riaprendo le trattative per poter modificare parte della misura prima della sua entrata in vigore a Febbraio 2020.

In conclusione

Nonostante le giuste osservazioni dei sindacati, lo slancio dato all’industria di mobifilici con questo contributo è importante ed aiuterà sicuramente almeno alcune famiglie a creare un ambiente più sano, creativo e sicuro per i propri figli. L’augurio per il futuro è quindi sicuramente di vedere più regioni adottare misure simili, a patto si riveda il criterio dei requisiti, per non correre il rischio di escludere chi potrebbe beneficiare maggiormente da questi contributi.