Congedo parentale: le misure al vaglio del Governo

La sospensione delle attività didattiche in Italia, messa in atto al fine di fronteggiare l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus, vede come conseguenza immediata l’impossibilità nell’accudimento dei figli da parte di chi, per via della propria occupazione lavorativa, non può assolvere il proprio compito.

Due sono le misure verso le quali l’esecutivo sta puntando la lente di ingrandimento, riassumibili nella maniera che segue:

  • il voucher baby sitter;
  • il congedo parentale.


Per ciò che concerne quest’ultimo, destinatario di questo dovrebbe essere almeno uno dei genitori occupati.

Stando a quelle che sono le dichiarazioni rilasciate in proposito dal Ministro della Famiglia, Elena Bonetti, si è in presenza di provvedimenti sui quali è in atto una valutazione di tipo economico.
Per tutti quei soggetti che godono di un contratto di lavoro dipendente, l’ipotesi principale attualmente al vaglio riguarda quindi una misura apposita che, per caratteristiche, appare in alcuni punti analoga al congedo parentale tradizionale.

Conferma ulteriore a riguardo proviene da quanto affermato dal viceministro della Salute, Laura Castelli, la quale preannuncia la definizione di un provvedimento volto a dare l’opportunità ad uno dei coniugi di prendersi cura di figli che non abbiano ancora raggiunto la maggiore età.

Congedo parentale genitori

Di che si tratta?

Nell’attesa di venire a conoscenza di tutti quei requisiti che daranno diritto ad accedere a questo congedo parentale straordinario, cosa prevede attualmente l’Inps?

Prima di tutto, il congedo parentale può essere definito come uno strumento per mezzo del quale, astenendosi momentaneamente dalla propria occupazione, il genitore ha la possibilità di accudire bambini la cui età non abbia varcato la soglia dei 12 anni.

Destinatario del congedo parentale è identificabile nel lavoratore o nella lavoratrice dipendente. Non ne potranno fruire i disoccupati o coloro che espletano la propria mansione tra le mura domestiche.

Nella fattispecie se il rapporto che lega il genitore al proprio datore venga interrotto, la sua efficacia cessa fin dal giorno della sospensione.

Il congedo parentale viene concesso:

  • alle madri ed ai padri lavoratori che, se sottoposti a contratti di lavoro dipendente, hanno diritto ad un congedo della durata continuativa o frazionata di 6 mesi;
  • se il genitore è uno soltanto, il lasso temporale si estende fino a raggiungere i 10 mesi.

Per sei mesi e per bambini la cui età sia compresa tra 0 e 6 anni, a colui che ne fa richiesta spetterà il 30% del compenso giornaliero medio. Nessun corrispettivo, al contrario, in presenza di bambini tra i 6 ed i 12 anni.

Una soluzione attualmente opzionabile è data dal cosiddetto congedo parentale ad ore, la cui disciplina è tuttavia prevista in un numero esiguo di contrattazioni collettive.

Fonte: Corriere.it