L’indennità mensile di frequenza per DSA è una prestazione economica che viene erogata dall’INPS in seguito alla domanda svolta. Questa prestazione viene finalizzata unicamente all’inserimento nelle scuole di minori con disabilità varie fino a quando viene compiuto la maggiore età degli stessi. Successivamente al compimento dei 18 anni, difatti, non viene più fornita la possibilità di approfittare dell’indennità per i ragazzi che soffrono di dislessia. Ovviamente, il beneficio in questione non è rivolto a quei minori che non hanno problemi di alcun genere nello svolgimento dei compiti scolastici oppure delle altre funzioni tipiche della loro età, ma soltanto ai minori con la DSA. Per ottenere il bonus bisogna soddisfare i requisiti amministrativi e quelli sanitari previsti dalla Legge. Principalmente, tale bonus viene concesso ai minori di 18 anni con problemi di dislessia, che frequentano i centri ambulatori e le scuole private o quelle pubbliche. Il finanziamento è rivolto sia ai minori italiani che agli stranieri che hanno bisogno di un supporto economico. Il requisito da rispettare in questo senso riguarda la residenza in Italia: dev’essere continua e il minore deve poter dimostrare di abitare in Italia in modo fisso e stabile.

Indennità mensile di frequenza per DSA

Come ottenere l’indennità mensile di frequenza?


Per fare la domanda bisogna innanzitutto ottenere il cosiddetto certificato medico introduttivo con tanto di codice allegato. In mancanza dell’attestato sanitario che conferma le difficoltà dislessiche del minore, la domanda non può essere svolta. Una volta ottenuto il certificato in questione, si può presentare la domanda online usando il servizio dedicato. Per farlo bisogna accedere all’area riservata al minore con il suo codice PIN. C’è anche un altro modo per fare la domanda: usufruendo dei servizi delle varie associazioni di categoria dei disabili oppure degli enti di patronato. Questi offrono agli interessati la possibilità di sfruttare un gran ventaglio di servizi telematici. Una volta presentata la domanda, inizia l’iter burocratico di valutazione della stessa. I tempi non sono affatto lunghi, ma mentre viene valutata la domanda, non è possibile presentare una nuova per a stessa prestazione. L’unica eccezione in questo riguarda la situazione di peggioramento dei malati oncologici. Una volta che la domanda viene valutata positivamente, l’INPS provvede ad accreditare l’indennità mensile di frequenza su un conto corrente dedicato al minore.

Quando l’indennità non viene concessa?

Ci sono delle situazioni in cui richiedere questo bonus è impossibile. Parliamo, per esempio, delle varie situazioni di ricovero. Altresì quest’indennità mensile di frequenza per DSA non è prevista per i disabili con problemi alla vista (in quanto per loro è previsto un’altra indennità). Un discorso molto simile riguarda anche i sordi prelinguali (che possono usufruire di un bonus pensato appositamente per loro). Infine, tale indennità non può essere concessa in qualità di accompagnamento in erogazione qualora i minori in questione fossero non autosufficienti oppure ciechi completi, sempre poiché per tutti questi casi esistono delle indennità apposite. Altresì, il bonus non viene concesso qualora gli interessati non inviassero la dichiarazione periodica sulla presenza dei requisiti di legge. Tale dichiarazione dev’essere inviata direttamente all’INPS con una frequenza annuale.

Indennità mensile di frequenza: a quanto ammonta?

Tale indennità viene fornita per un massimo di 12 mesi e l’importo calcolato per il 2020 è pari a 286 euro. D’altro canto, la Legge ha previsto anche un limite di reddito annuo per persona: parliamo di 4906 euro. Tali somme possono essere incrementati per via dia una maggioranza stabilita dalla Legge, successivamente ad alcune valutazioni svolte dall’INPS in relazione al grado di disabilità del minore. L’indennità mensile di frequenza è variabile di anno in anno, in base ad alcuni dettagli, e viene sempre comunicata dall’INPS.