La legge di bilancio 2019 per il 2020 porta importanti novità per quanto riguarda le detrazioni fiscali. Pur essendo ancora riconosciute, in molti casi per potersene avvalere, dall’1 gennaio 2020 è necessario che i pagamenti avvengano in modalità tracciabile. Ecco cosa vuol dire e come possono avvenire i pagamenti tracciabili.

Detrazioni IRPEF: cosa sono?


Per capire è bene fare una premessa, ogni lavoratore paga l’irpef, l’imposta sulle persone fisiche, si tratta di un’aliquota trattenuta dallo stipendio o versata dal contribuente. Alcune spese ritenute importanti per la salute, per lo sviluppo del Paese e delle persone o comunque ritenute irrinunciabili, possono essere portate in detrazione, cioè sottratte in percentuale all’imposta da pagare. Di conseguenza portano ad un vero e proprio risparmio e in alcuni casi a una restituzione di quanto versato dal sostituto d’imposta e non dovuto. Da sempre per poter portare in detrazione delle spese, le stesse hanno l’obbligo di essere tracciate, cioè è necessario produrre scontrini e fatture aventi valore fiscale. Ciò in fondo avviene già per molti benefici fiscali, ad esempio per le detrazioni per ristrutturazione, bonus verde, bonus mobili, dal primo gennaio 2020 però aumentano i servizi per i quali è necessario avere pagamenti tracciabili per poter usufruire delle detrazioni.

Prestazioni soggetti ad obbligo di pagamenti tracciabili


Quali sono le prestazioni a cui si riferisce la legge di bilancio? La stessa fa riferimento in modo esplicito alle detrazioni per servizi e beni elencati nell’articolo 15 del TUIR (Testo Unico Imposte Reddito).

Si tratta di:

  • detrazioni per interessi passivi del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa;
  • costi sostenuti per l’intermediazione nell’acquisto della prima casa (soldi versati all’agenzia che si è occupata della trattativa);
  • spese per la frequenza di scuole e università;
  • pagamento canoni di affitto per studenti;
  • servizi di pubblico trasporto (detraibili in quanto in grado di ridurre l’inquinamento in città);
  • abbonamenti a palestre e strutture sportive in genere;
  • spese mediche e veterinarie;
  • spese funebri;
  • erogazioni liberali (donazioni);
  • assicurazioni rischio morte.

Eccezioni all’obbligo di pagamenti tracciabili

Fin da subito si è però palesata una certa confusione anche tra gli operatori, per questo è necessario ribadire che alcuni pagamenti possono avvenire tranquillamente con vecchi metodi quindi in contanti con rilascio dello scontrino “parlante” ovvero con codice fiscale. Infatti non è l’obbligo di pagare con bonifico, assegno o carta i medicinali e i dispositivi medici (si tratta degli acquisti che avvengono in farmacia) e le prestazioni mediche erogate da strutture pubbliche o private accreditate.

Quali sono i pagamenti tracciabili

A questo punto occorre chiarire cosa si intende per pagamenti tracciabili.

In base alle nuove disposizioni sono pagamenti tracciabili quelli avvenuti con carta di debito o di credito (anche una ricaricabile) e quindi utilizzando il POS, oppure con assegno, bollettino postale o bonifico. Naturalmente per i pagamenti di somme non elevate appare poco probabile l’uso dell’assegno o del bonifico, ecco perché per gli utenti vi è la necessità di avere un conto corrente intestato, mentre per i commercianti e i professionisti l’obbligo di avere un POS.

Deve essere sottolineato che il pagamento deve avvenire tramite una carta intestata allo stesso soggetto che esegue il pagamento e vuole usufruire della detrazione. Ad esempio non è possibile eseguire il pagamento con la carta di debito di un’amica a cui poi in contanti si danno i relativi soldi. Il pagamento delle prestazioni in contanti è ancora possibile, ma in questo caso non sarà possibile usufruire delle detrazioni. Per poter usufruire della detrazione (l’articolo 15 del TUIR prevede la detrazione al 19%) è necessario consegnare al commercialista o centro di assistenza fiscale le ricevute dei pagamenti eseguiti.