Ahmed G. è arrivato in Italia nel 2004 dal Marocco. La sua è una storia come molte altre, fatta di difficoltà e di dolore.

Si stabilisce a Cinisello Balsamo, città multiculturale della provincia a Nord di Milano e si integra a tal punto che apre una piccola rivendita di frutta e verdura nella centralissima Via Garibaldi, a pochi passi da Piazza Gramsci, il centro del paese. L’attività va bene, è un commerciante stimato sia dai cittadini, che dai vicini di negozio.

Sull’Italia si abbatte questa enorme pandemia, dovuta al Coronavirus (Covid-19), le persone sono costrette in casa, le scuole chiuse, le serrande si abbassano anche su tanti negozi della città e purtroppo tante persone non possono più contare sugli introiti del proprio lavoro.

Ahmed, insieme alla moglie, fa parte di quella parte di commercianti che possono tenere aperto. Tutte le mattine si alzano, vanno all’ortomercato a comprare la merce e aprono il loro negozio. Ma questo non basta ad Ahmed, che la fame l’ha vissuta, e vuole ricambiare l’amore e l’aiuto che questo suo Paese di adozione gli ha dato. Da questo nasce l’idea della spesa appesa, rinominata da Ahmed con “Prendi ciò che ti serve e lascia per gli altri”.

Prendi ciò che ti serve e lascia per gli altri

È così da qualche giorno è comparso un cartello sulla sua vetrina che dice “Prendi ciò che ti serve e lascia per gli altri“, e sotto sono state sistemate cassette di frutta, verdura e patate che chiunque passa da li può prendere gratuitamente, “In questo momento di bisogno abbiamo il dovere di dividere il nostro pane con chi non ne ha”.

Storie di speranza verso il prossimo, per fortuna non solitarie, che stanno ravvivando le nostre anime in questi giorni di silenzio causato dalla quarantena forzata per colpa del Coronavirus.