All’interno del Decreto Legislativo previsto per metà aprile, il Governo metterà a disposizione altre soluzioni economiche per diversi milioni di cittadini: le risorse che sono state stanziate a marzo, infatti, non sono riuscite a coprire il fabbisogno nazionale anche perché non coprono l’intera platea di bisognosi.

Cos’é il reddito di emergenza?

Tutte quelle famiglie che sono rimaste fuori dal bonus di 600 euro previsto per le partite Iva, che non ricevono il reddito di cittadinanza o che comunque non stanno ricevendo alcuna forma di sostentamento poiché non hanno lavoro, possono fare richiesta per il reddito di emergenza.

L’importo dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro al mese ma alcune prospettive più ottimiste alzano invece a 600 euro la soglia minima da distribuire agli aventi diritto, in modo da pareggiarla col contributo destinato ai professionisti e alle partite Iva.

A chi spetta il reddito di emergenza?

A tutti coloro che non hanno alcuna copertura da altre forme di ammortizzatori sociali, oppure a lavoratori che hanno contratti saltuari di collaborazione o somministrazione, o che lavorano senza contratto.

Questa misura dovrebbe interessare, in termini numerici, circa 3 milioni di persone.

L’elenco degli aventi diritto (previo ritocchi da parte del Governo) è composto da:

  • precari;
  • lavoratori in nero;
  • irregolari,
  • intermittenti;
  • badanti;
  • baby sitter;
  • colf;

e tutti quei lavoratori che hanno terminato di ricevere il sussidio di disoccupazione, stagionali come bagnini, camerieri, animatori turistici, addetti alle pulizie, contratti che hanno impegnato il lavoratore solo per qualche giorno, settimana o mese.

Come fare domanda per il reddito di emergenza?

A quanto si mormora sondando fra le interviste esplicate dai rappresentanti governativi, l’emissione del reddito di emergenza dovrebbe essere preceduta da un’autodichiarazione, probabilmente in forma elettronica o in modulistica fisica da compilare presso gli uffici preposti.

Questa metodologia dovrebbe snellire le procedure burocratiche e velocizzare di molto i tempi di accettazione.

Come verrà distribuito il reddito di emergenza?

Vi sono due possibilità al vaglio degli esperti per la distribuzione del reddito di emergenza: la prima riguarda l’utilizzazione della stessa carta fornita per il reddito di cittadinanza, quindi i soldi sarebbero direttamente disponibili per i cittadini aventi diritto, su una apposita Postepay, mediante la quale gli acquisti sarebbero verificati anche nella conformità; l’altra opzione riguarda il versamento direttamente su conto corrente dei cittadini approvati, che implicherebbe la presentazione dell’Iban in sede di domanda.

Questa possibilità perplime parte dei tecnici addetti alla valutazione del sussidio, perché non tutti i cittadini possiedono un conto corrente.

Quanto durerà il reddito di emergenza?

Essendo denominato reddito di emergenza, questo sussidio ha un esplicito carattere temporaneo: inizialmente è stato prospettato che sarà fornito ai cittadini aventi diritto per due mesi, mentre durante discussioni politiche successive si è espressa la volontà di prolungare i tempi per tutta la durata dell’emergenza del Coronavirus.

Quando sapremo di più circa il reddito di emergenza?

Il Decreto verrà discusso e firmato dopo Pasqua, quindi le certezze dovrebbero giungere superata questa data. Le proposte arrivate dall’opposizione, preferirebbero un intervento più significativo (attorno ai 1.000€ ) per contrastare il pericolo di povertà che incombe sullo Stato italiano a causa di questa enorme tragedia economica, oltre che sanitaria.